METE & ITINERARI

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Signori, si scende

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Non c’è dubbio che la tradizione artistica del presepe sia molto cara al folklore delle nostre regioni, ognuna con le sue peculiarità: e per scoprirne le molteplici forme espressive, nulla di meglio del mettersi in marcia verso le località che propongono mostre, rassegne e sacre rappresentazioni dedicate alla Natività. Ma è a Napoli che questa tradizione si esprime con maggiore incisività. Quando da Via dei Tribunali si svolta in Via San Gregorio Armeno l’attenzione viene catturata dalla folla davanti a botteghe, laboratori e vetrine che in questa strada stretta e caotica radunano il meglio dell’artigianato. Al civico 8 Marco Ferrigno è a capo chino su un banchetto del suo laboratorio. Nella mano sinistra ha un pastorello di piccole dimensioni, nella destra un pennello dalla punta sottile. Da tre generazioni la sua famiglia lavora con grande maestria la creta ispirandosi ai personaggi reali: Carmela la venditrice di pane e Quasimodo detto ’o Scartellato, il quale secondo le antiche credenze porta fortuna se gli si tocca la gobba; e ancora Benino il pastore, la donna dell’isola di Procida, il macellaio. Tutti hanno la testa in terracotta, gli occhi di cristallo e gli arti in legno. Chi entra in questa bottega resta colpito dall’espressività dei volti delle statuine appoggiate sui grandi scogli, le costruzioni scenografiche tipiche del presepe settecentesco napoletano. La famiglia che gioca a tombola attorno al tavolo della cucina stupisce per la cura con cui sono riprodotti i particolari e per la simbologia: l’aglio che come il ferro di cavallo scaccia le influenze maligne, le forbici che tagliano le malelingue, l’incenso che allontana le sventure, il numero 13 indice di armonia, la scopetta che spazza via la sfortuna, il corno simbolo della vita (tel. 081 5523148, www.arte ferrigno.it). Per conoscere il legame che esiste tra la città partenopea e il Natale basta programmare una gita nel periodo dell’Avvento, magari scegliendo un giorno infrasettimanale per evitare la confusione dei visitatori domenicali.

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La passeggiata per i vicoli di Spaccanapoli può concludersi con l’escursione al tunnel borbonico, un suggestivo percorso guidato tra statue e altri manufatti ritrovati sotto le macerie a seguito di bombardamenti, crolli, sfratti o sequestri. Così chiamato perché fu commissionato da Ferdinando II di Borbone nel 1853, fu rifugio dei cittadini durante la Seconda Guerra Mondiale e deposito comunale fino agli anni ‘70. Concepita per consentire alle truppe della caserma di Via Pace di raggiungere e difendere Palazzo Reale, la galleria era stata progettata anche per offrire ai monarchi una via di fuga. Uno scavo recente ha portato alla luce un passaggio, utilizzato dagli addetti alla manutenzione dell’acquedotto, che porta in un locale di Vico del Grottone 4, alle spalle della chiesa di Piazza Plebiscito: è uno dei punti di accesso al tunnel, in alternativa a quello in Via Morelli vicino al parcheggio omonimo (www.galleriaborbonica.com). Si può completare l’esplorazione della città nascosta partecipando a una delle visite guidate di Napoli Sotterranea con partenza da Piazza San Gaetano: si svolgono su prenotazione da lunedì alla domenica dalle 10 alle 18, il giovedì sera alle 21 (tel. 081 296944 o 340 4606045, www.napo lisotterranea.org), e presentando alla biglietteria la tessera del Club si riceverà un trattamento di favore: il 20% di sconto sulle visite guidate. 

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Napoli svela un patrimonio di storia e tradizione ma rivela anche un lato moderno.  Per il quotidiano britannico Telegraph la stazione della metropolitana Toledo, progettata dall’architetto catalano Óscar Tusquets Blanca, è la più bella d’Europa. Basta scendere la scala mobile che porta ai treni per capirne il motivo: ci accolgono un grande cono illuminato da migliaia di luci a led dalle sfumature azzurre e i mosaici ispirati alla storia della città dell’artista William Kentridge. Fate rientrare la stazione della Linea 1 che da Piscinola arriva a Piazza Garibaldi nell’itinerario: addentratevi nel centro storico e arrivate a Palazzo Fondi, in via Medina 24, che ospita la bellissima mostra Branding Dalí. La costruzione di un mito che raccoglie più di 150 opere tra serie grafiche, manifesti, libri, oltre ad oggetti in porcellana, vetro, argento e terracotta realizzate dall’artista catalano tra gli anni Cinquanta agli anni Ottanta. Tutti capolavori provenienti dalla collezione privata di uno dei segretari personali di Dalí, oggi nella raccolta della società francese Mix’s Art. Tra i lavori degni di nota segnaliamo “Tauromachia surrealista”, “Il Bestiario di La Fontaine dalinizzato” e  La suite Catalane, serie di rare mattonelle in terracotta destinate in origine ad una piscina ma anche le bottiglie in edizioni limitate per Rosso Antico-Vermouth. Il fatto che ancora nel 2017 “La casa de Papel”, acclamato successo della produzione televisiva prima spagnola e poi americana, costruisca la sua trama su un protagonista di nome Salvador e sull’esplicito riferimento a Dalí come volto eroico di una nuova Resistenza, conferma che il brand, l’icona coi baffi all’insù plasmata su se stesso dal grande surrealista, ha superato la prova del tempo e sia ancora un marchio vincente. La mostra, aperta fino al 2 febbraio, è visitabile con un biglietto da 11 euro da martedì a domenica e festivi dalle 10 alle 20 (la biglietteria chiude alle 19); è chiusa il 25 dicembre e il 1°  gennaio  è aperta dalle 15 alle 20 (tel. 081 1809 8931, www.brandingdali.com,info@brandingdali.com).

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Se ci andiamo con i club…Se la bellezza del paesaggio disegnato dal Sele non basta come motivazione per puntare il muso del camper in Cilento, basti sapere che gli amici del Traiano Camper Club hanno approntato un itinerario ben assortito che tocca località di grande interesse storico e artistico come Agropoli, città fondata dai Bizantini per difendere la costa dagli attacchi dei Goti, e Paestum con la Via Sacra e i tre templi di ordine dorico. Il tour, in programma dal 28 dicembre al 3 gennaio, prevede anche un’escursione alle Grotte di Pertosa, una visita alla Certosa di Padula e un giro a piedi nei centri storici di Napoli e Salerno (tel. 339 3587898, www.traianocamperclub.it, info@traianocamperclub.it). La Solfatara di Pozzuoli, uno dei più interessanti tra i quaranta vulcani che costituiscono l’area dei Campi Flegrei, Napoli Sotterranea, gli scavi di Pompei, Salerno e la costiera amalfitana: è variegato l’itinerario messo a punto dagli amici del Castagnaro Parking, l’area attrezzata di Quarto, che invita i camperisti a trascorrere le festività tra cave di tufo, acquedotti, templi e luminarie. Il tour si svolge dal 27 dicembre al 6 gennaio (tel. 347 0312747, 081 5267545, www.castagnaroparcking.it, info@castagnaroparking.it). Per gli iscritti al PLEINAIRCLUB la sosta è scontata del 15% eccetto AS
Dal Camping Zeus di Pompei gli equipaggi si muovono per visitare la Reggia di Caserta, l’antica Oplontis, Napoli e Villa Pignatelli. Per visitare Salerno e dintorni, invece, la base logistica sarà l’azienda Vito Adelizzi: è la proposta del Camper Club Il Bassotto dal 28 dicembre al 3 gennaio che include anche Eboli e Paestum. La quota è di 590 euro per due adulti e un camper (tel. 335 203019, https://camperclubilbassotto.wixsite.com/camperclubilbassotto, camperclubilbassotto@gmail.com).

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Fonte: https://www.pleinair.it

Link: https://www.pleinair.it/natale-2019-napoli-in-camper/