Un viaggio paradossalmente extraterrestre ci porta alla scoperta di paesaggi lunari, boschi e cieli della Sicilia visti dall'alto, dove la natura incontaminata si esprime in tutta la potenza del vulcano

I romani dicevano che in Sicilia si andava sull'Aetna, ardente montagna presieduta da Vulcano, fabbro degli dei. E gli arabi preferivano invece riferirsi alla bocca dell'inferno chiamandola: "Jabal al burkan". Oggi, in molti, conoscono la grande montagna semplicemente come Mongibello, ovvero il monte dei monti, tautologia che unisce il sostantivo monte all'equivalente parola araba "gebel". Siamo sull'Etna, vulcano attivo più grande d'Europa, che racchiude in sé storie frutto delle innumerevoli dominazioni straniere di quest'isola. 

L'Etna è quel faro di terra e magma, che svetta sul Mediterraneo dai suoi 3.226 metri di altezza, affacciato come è sulla piana lavica di Catania. L'Etna, le cui nubi sbuffanti, dette lenticolari e in gergo chiamate Contesse, spesso d'inverno danno luogo a un effetto ottico di simmetrie, come se il vulcano si sdoppiasse verso il cielo. 

Arriviamo sotto l’Etna

Con i libri dei miti classici del vulcano sistemati nella dinette del camper, raggiungiamo la montagna di fuoco, oltrepassando quel lembo di terra che la separa dal profondissimo stretto di Messina. Tappa d'obbligo dunque a Taormina, sulla costa jonica. Poi si va, diretti verso l'interno di quell'isola che era il granaio d'Italia. La lava antica comincia ad affiorare fra queste terre e, nonostante la decisa antropizzazione, sembra davvero di addentrarsi nei meandri dei pianeti dello spazio.

Si dice addirittura che il vulcano custodisca l'anima della regina Elisabetta, e che vi riposi il leggendario re Artù. Altri narrano anche di Empedocle, morto suicida nel cratere della bocca rigurgitante. Lo sapevate? L'Etna ha donato perfino il nome a uno dei satelliti di Giove, che è infatti animato da un'intensa attività vulcanica. E cosa c'è sul nostro pianeta, di più spaziale del cratere di un vulcano? Dimenticate un attimo la Nasa, i suoi viaggi nello spazio, perché oggi non servono i grandi razzi di Elon Musk. Basta un camper. 

Sì perché siamo spesso in cerca di chissà che cosa, come nel "Turista nudo" di Lawrence Osborne, ma tal volta la natura è tanto bella che non necessita di artifizi, di storia, né di mitologia o leggende popolari per farsi apprezzare per ciò che è in vero: primitiva, brutale e dirompente. E quando guardiamo al vulcano, la cui attività ci perviene da fenomeni eruttivi fin dall'origine dell'universo, si resta sempre stupiti.

Viaggio nel tempo

Allora capiamo che il viaggio sull'Etna è anche un viaggio nel tempo, alla scoperta delle origini della vita. Come quando raggiungiamo la cima, grazie alla funivia dell'Etna, e guardiamo oltre la neve, dove la morte del paesaggio lunare, a tremila metri di altezza, si tramuta per cambiare le sue fattezze nelle valli di terra fertile. Scendendo, il deserto lasciato dalla lava con la sua terra vergine e nuova, dura e tagliente, abbraccia i sensi dando vita a quei luoghi che hanno occupato anche la fervida immaginazione di Giulio Verne. 

I paesi del circondario

Dall'Etna, nei libri dell'Ottocento, si va al centro della terra, ma in questo itinerario scopriamo che per arrivare al vulcano, si passa pure sbirciando sugli strani paesi a ridosso della Circumetnea. Nel versante settentrionale è doverosa una visita a Randazzo, per vedere la 'sciara' (parola etnea usata per indicare gli accumuli di scorie vulcaniche). La sciara che peraltro circonda i ruderi di Casa Scala, drammatica testimonianza della distruttiva eruzione del 1981.

Lungo le strade provinciali si scorge poi Sant'Alfio, e più a Sud c'è Zafferana Etnea, da dove si accede al versante orientale per vedere la Valle del Bove, descritta dagli amatori come una "colata d'inchiostro" per via delle scure tonalità delle pietre. Qui si possono avvistare quei condotti vulcanici, detti 'vicchi'. Ogni sentiero è delimitato qua e là dai tipici muretti a secco, che creano una spirale che svanisce infine nelle zone più remote e primitive della cima del parco dell'Etna. 

Al comune di Sant'Alfio appartiene il famoso Castagno dei Cento Cavalli. Vecchio di duemila, o forse quattromila anni, è il più grande castagno d'Italia. Con il suo diametro di 58 metri, quest'albero secolare, che si dice sia stato fotografato anche da George Orwell, è situato nel versante orientale dell'Etna. La sua storia narra del mito della regina Giovanna, che qui vi trovò rifugio, durante una notte di tempesta insieme a cento cavalieri. 

Lungo le vie a ridosso del paese, non perdiamo le occasioni per gustare le specialità culinarie del posto. Prelibatezza è il miele di astragalo, una pianta spinosa endemica dell'Etna. Si assaggia perciò il miele d'arancio e ovviamente quello di castagno. Va detto che gli amanti vengono a Sant'Alfio soprattutto per dichiararsi amore eterno, proprio sotto al Castagno dei cento cavalli. Invece i souvenir più in voga da queste parti, prodotti dagli abili artigiani locali, sono delle belle statuette di cera e miele.  

Il parco e i sentieri

Parte integrante del patrimonio dell'Unesco, il parco nazionale dell'Etna nasconde tra i suoi meandri almeno 200 grotte di scorrimento lavico, e racchiude assieme svariati scenari naturalistici: dalle pendici ricoperte di nevi, ai boschi di betulla, di latifogli e di conifere, fino alla foresta dei pini larici che crescono diradandosi a 2.350 metri di altitudine. Dove tutto è più arido e quasi null'altro attecchirebbe, fra aprile e maggio scopriamo invece la ginestra, fiorita di un giallo scintillante, a far capolino fra il cupo terreno lavico che tarda a raffreddarsi. Volpi che frugano negli arbusti al tramonto. Merli, e pettirossi che c’invocano alla sacralità del viaggio. Mentre gli odori della terra siciliana, accentuano i colori accesi della flora. Siamo ora sul monte Pomiciaro, definito dagli amatori un "pezzo di storia archeologica dell'Etna". E' il culmine di un percorso che in mezz'ora di passo, dopo un dislivello di un centinaio di metri, ci ha portato ai piedi dell'immenso Faggio del bosco di Pomiciaro, i cui rami tripudiano verso il cielo a quota mille e cinquecento metri.

La scarpinata per le strade di un sentiero facile, batte polvere sugli scarponi. Stiamo adesso costeggiando la "Schiena dell'asino", con le sue rocce levigate. Dove il panorama offre la vista mozzafiato sulla Valle del Bove, che si avvolge nel silenzio primitivo. Da qui, durante i periodi di attività del vulcano, c'è l'opportunità di osservare le colate dei fiumi infernali dell'Etna, quando slabbrano la terra fin quasi a valle. 

Il Cirneco, cane dell’Etna

E c'è un compagno speciale con noi. Vastianuzzo, cirneco dell'Etna, cane di razza remota, che scodinzola con le sue orecchie lunghe in alto e il muso appuntito, sta guardando anche lui lo spettacolo incantevole delle antiche caldere. Dorme Vastianuzzo al nostro fianco nel camper, quando sul cielo si scorge la coturnice, sottospecie protetta della pernice, che con le sue ali striate di bianco e di nero, cinguetta la ninna nanna di un canto ben ritmato. 

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Appunti di viaggio

Per arrivare

Una volta raggiunta la penultima stazione dell'Autostrada del Mediterraneo, Villa San Giovanni, ci si imbarca sul traghetto per Messina, seguendo poi la A18 fino 

all’uscita di Giarre. Da qui, proseguire in direzione di Zafferana Etnea o Nicolosi che sono i due centri da cui partono le principali strade (sono i due rami della SP 92) che arrivano sull’Etna fino a quota 1.910 mt del Rifugio Sapienza sul versante Sud della montagna, il punto più alto raggiungibile con la strada asfaltata

PER LA SOSTA

Sosta a Taormina: Piergiovanni Sostacamper si trova a 1 km dal mare, all'uscita del paese di Trappitello. Dispone di 15 piazzole e offre un servizio navetta. Resta aperta tutto l'anno. Offre uno sconto ai soci del club di CamperLife. GPS: Lat: 37.821967 - Long: 15.245025

Sosta sull'Etna: Parcheggio a pagamento diurno, rifugio Sapienza, Nicolosi (CT), strada provinciale 92. GPS: N 37.699207, E 15.003067

Sosta Siracusa: L'Area Camper Oasi Pacaru di Avola (SR) è un’area attrezzata camper a circa 200 metri dal lungomare di Avola. Apertura H24. Offre uno sconto ai soci tesserati del club di CamperLife. GPS: Lat: 36.914459240217 - Long 15.148866686724

Informazioni utili

Parco dell'Etna, www.parcoetna.it

www.rifugiosapienza.com

Dal Rifugio Sapienza partono tour guidati su fuoristrada 4x4 che portano fino ai quasi 3.000 mt di Torre del Filosofo, nei pressi del cratere principale, escursione davvero interessante: da ricordare che, anche se ci troviamo in Sicilia nella bella stagione, a quelle altitudini può fare molto freddo!

Per le foto si ringrazia Antonio De Luca 

del canale YouTube PassioneEtna